Biografia

ScanImage06Vittorio Menditto è nato del 1990, è tetraplegico a causa di un incidente motociclistico nel 2006. Ha imparato a dipingere – con uno speciale caschetto – all’Ospedale di Montecatone, presso Imola, struttura specializzata nella riabilitazione di persone con lesione midollare.

Ma chi è esattamente questo artista?
Claudia Corsolini del Dipartimento per il Reinserimento del Montecatone Rehabilitation Institute di Imola (Bologna) dice:«Vittorio Menditto è un ragazzo che per dipingere usa un metodo non del tutto classico, purtroppo non è in grado di muovere gli arti ed è stato proprio durante il ricovero all’Ospedale di Montecatone (specializzato nella riabilitazione di persone con lesione midollare) che Vittorio ha incontrato per la prima volta il suo “maestro” Vincenzo Gualtieri.

Vincenzo è un pittore di professione e anche lui ha una disabilità simile a quella di Vittorio. Entrambi sono tetraplegici ma, a differenza di lui, Vittorio non ha “l’utilizzo” di nessun arto: Vincenzo dipinge tenendo il pennello tra l’indice e il mignolo, Vittorio, invece, dipinge con l’utilizzo di un caschetto con all’estremità un foro per inserire il pennello.

Rehabilitation Institute di Imola (Bologna)L’incontro tra i due è stato casuale. Un giorno mentre Vittorio era ancora ricoverato in ospedale a Imola, Vincenzo è entrato a far visita ad un paziente che era in camera con Vittorio e notò dei disegni appesi ad un armadio raffiguranti dei fumetti manga (giapponesi). Vincenzo chiese se il “creatore” di quegli schizzi fosse proprio Vittorio; alla risposta affermativa gli propose di provare a dipingere!

Detto, fatto! Da quel momento, ogni martedì pomeriggio, in una sala dell’ospedale adibita all’arte, Vittorio ha cominciato ad apprendere quest’arte ed anche la tecnica particolare di esecuzione visto il grosso impedimento fisico. Con la guida di Gualtieri, dunque, Vittorio ha imparato a dipingere: il suo primo quadro è stato un bellissimo paesaggio montano.

«Successivamente al ricovero ospedaliero – continua Corsolini – Vittorio ha continuato a coltivare la propria passione per la pittura, con la collaborazione dei professori di scuola e della mamma, » migliorando tecnica e abilità fino ad arrivare a proporre opere che fanno presagire sviluppi futuri molto interessanti.

La pittura nella sua vita ha un ruolo fondamentale, trae grandissima soddisfazione dal fatto di vedere apprezzate le sue opere anche da altri e questo gli rende, a volte, meno gravoso il peso di una esistenza così dura.